Forum Made in Italy

3 aprile 2008

La delocalizzazione: sfruttamento, concorenza sleale o contraffazione?

Archiviato in: Generale — Tag:, , , — admin @ 16:27

9 commenti »

  1. La delocalizzazione è insita nel processo di specializzazione delle imprese; è il mercato che la richiede. Tuttavia lo Stato Italiano si deve adoperare per impedire forme di concorrenza sleale da chi all’estero produce senza il rispetto delle norme fondamentali di etica, igiene e sicurezza.

    Commento di Dott. Alessi — 4 aprile 2008 @ 18:02

  2. La delocalizzazione è una necessità per le aziende. Le leggi del mercato lo impongono. E’ necessario pero’ perseguire una politica di delocalizzazione che non infici la qualità delle singole produzioni.

    Commento di Carlo — 8 aprile 2008 @ 17:42

  3. La delocalizzazione è sbagliata in quanto lo Stato Italiano deve poter permettere alle aziende italiane di produrre in Italia con la qualità che in tutto il mondo ci caratterizza come Made in Italy.

    Commento di Donatella Russo — 6 maggio 2008 @ 10:38

  4. La delocalizzazione è una opportunità e una facoltà, non un dovere…L’importante è che il cliente finale posssa riconoscere con sufficiente certezza l’originalità del prodotto; solo in questo modo il made in italy diventerà un valore aggiunto e preserverebbe migliaia di posti di lavoro in italia.

    Commento di Vincenzo Rossi — 4 dicembre 2008 @ 09:49

  5. La delocalizzazione è una opportunità in molti settori, ma aziende della Moda che dovrebbero fare MADE IN ITALY al 100% per mantenere certi livelli di prezzo vanno poi a sputtanarsi con dei mezzucci non degni del loro blasone…

    Guardare REPORT quì per credere: http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=49486514870&h=UCaxS&u=RHE2N

    Menomale che esistono ancora aziende come BARBA Napoli (li vedete a partire dal minuto 59 ca. come “zuccherino” dopo quasi un’ora di letamaio…)

    Commento di Gennaro — 22 febbraio 2009 @ 20:47

  6. L’istituzione di un marchio “Made in Italy” è reso necessario dall’art. 4, comma 61, l. n. 350 del 24 dicembre 2003 ma a mio parere il marchio 100% Made in Italy contrasta con il Trattato CE e precisamente con riferimento all’art. 28 e 29.
    Il marchio “100% Made in Italy” è un marchio collettivo?

    Commento di irene — 5 marzo 2009 @ 12:09

  7. il marchio Made in Italy è la maggiore garanzia che i consumatori finali possono avere sul prodotto che acquistano; garanzia di originalità e di qualità.

    Commento di Antonella — 20 marzo 2009 @ 12:43

  8. la delocalizzazione è una opportunita!?!? una esigenza del mercato!?!?!? ma per favore!
    la delocalizzazione è l’unica maniera per rimanere in piedi in un mercato deve le regole non sono rispettate, giuste e trasparenti. si produce a costi più bassi e quindi si è più competitivi ma non con gli stessi canoni del vero prodotto fatto in Italia….. tutto quì.
    basterebbe che la gente potesse sapere veramente dove il prodotto viene fatto e come;
    ma forse a qualcuno “non conviene”. povera Italia

    Commento di roberto — 16 giugno 2009 @ 12:19

  9. La delocalizzazione è un ulteriore strumento a disposizione dell’imprenditore, che è libero di intraprendere qualunque delle strade a lui offerte dal mercato.
    La delocalizzazione è quindi una opportunità per l’imprenditoria; può diventare sfruttamento quando non rispetta le leggi di mercato del paese ospitante, concorrenza sleale apponendo la certificazione “Made in Italy” anche per quei prodotti provenienti dallo stabilimento delocalizzato all’estero ma per quanto riguarda la contraffazione penso piuttosto che siano i primi a subirla, e proprio dagli stessi stabilimenti che hanno contribuito a creare.

    Il problema non è la delocalizzazione, ma l’osservanza delle regole di mercato da parte di taluni imprenditori.

    Commento di Paolo — 8 novembre 2009 @ 11:54

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